Presentazione
10 dicembre 2009 | Edizione 2009 | di
Si tratta di un progetto sperimentale formativo realizzato in collaborazione con le Regioni Emilia Romagna e Toscana, rivolto a giovani residenti all’estero discendenti di emigrati dalle aree del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e limitrofe.
Una proposta apparentemente di promozione turistica che, partendo da una forma di turismo sostenibile di “ritorno alle radici”, intende coinvolgere direttamente i figli e i nipoti di chi è andato via, in potenziali “ambasciatori” del Parco nelle loro comunità, promuovendone le tradizioni, la cultura, i prodotti e le emergenze naturalistiche, realizzando una internazionalizzazione non generica e non puramente commerciale del Parco Nazionale. Questa linea di intervento è infatti mirata ad accrescere l’interesse per le varie realtà del Parco Nazionale ed a stimolarne le attività e la crescita socio-economica.
Pertanto l’attività turistica che si potrà sviluppare non sarà di tipo consumistico e saprà rispettare le capacità di carico del territorio, poiché i canali privilegiati degli emigrati favoriscono l’attrazione di soggetti attivi e fortemente interessati alla tutela ad alla promozione del territorio ed allo scambio culturale con i cittadini residenti, che sono considerati parte integrante di un Parco Inclusivo, attori indispensabili del successo dell’iniziativa.
Le linee guida individuate, sin dalla fase di progettazione, per lo sviluppo dell’iniziativa hanno portato all’ideazione di una tipologia di soggiorno mirata a far vivere una concreta esperienza formativa in Appennino, diretta alla diffusione della conoscenza della lingua italiana e del proprio patrimonio storico-artistico, culturale, ambientale, economico e sociale. In particolare, il progetto, ha previsto un soggiorno formativo di 2 settimane all’interno delle aree del Parco Nazionale, offrendo la possibilità, dal 31 agosto al 14 settembre 2009, a venti ragazzi provenienti da tutto il mondo con radici nelle aree del Parco, di accrescere l’interesse per questi territori mantenendo e rafforzando l’identità culturale e la memoria dell’origine della propria famiglia, con particolare attenzione all’ambiente, alla cultura e alle tradizioni come veicolo di diffusione più ampia del territorio presso la propria comunità di residenza, per uno sviluppo integrato e sostenibile dei territori del Parco.
L’obiettivo è stato quello di dare impulso a forme di turismo di “ritorno alle radici”, capaci di coinvolgere proprio i figli o i nipoti di chi è andato via: perciò è necessario che l’emigrazione non debba essere più intesa come ricordo, triste e malinconico legato ad un passato spesso pieno di privazione e sofferenza, ma “riletta” in chiave più attuale e positiva, rivolta soprattutto ai giovani. E’ questa generazione - che non ha vissuto il distacco dai luoghi nativi, ma che lo ha sentito raccontare dai propri nonni o genitori - che deve diventare il principale destinatario del progetto. Dunque sono necessari una lettura moderna del concetto di emigrazione, un linguaggio adatto - chiaro e pratico - affinché si possa far presa e realizzare iniziative calibrate su i diversi target di età, cioè che tengano conto delle varie esigenze generazionali.
L’iniziativa, che per il 2009 ha preso corpo in una prima edizione sperimentale si è proposta di creare condizioni future per offrire una periodica opportunità formativa che rispetti precisi obiettivi condivisi dal Parco:
La diffusione della conoscenza delle peculiarità naturalistiche e storico-culturali dell’Appennino all’estero presso le comunità di provenienza dei nuovi “ambasciatori affettivi”;
La creazione di una opportunità di contatto e scambio tra i giovani discendenti dall’Appennino e la popolazione locale per rafforzare il proprio senso di identità e contribuire a scambi culturali, sociali ed economici.
