Cent’anni di energie a Ligonchio

Venerdì 9 agosto il conferimento da parte di Fausto Giovanelli della Cittadinanza Affettiva del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano a Lucia Bacci in occasione della presentazione del libro dell’autrice Cent’anni di Energie e all’interno della serie di iniziative per il centenario della Diga di Ligonchio.

Un libro dedicato agli “umili illustri” persone semplici che che con la loro umiltà hanno preso parte ad un’opera colossale. Passato e presente di una realtà unica come Ligonchio.

Lucia Bacci ha avuto la forza di rinsaldare il legame con le sue radici ed è riuscita a far risplendere le storie di uomini, donne e famiglie della comunità di Ligonchio, si legge nelle motivazioni.

Nel testo di introduzione del libro, colpisce una riflessione personale:

[…] All’ammirazione per una testimonianza storica così accurata ed importante sono spinto ad aggiungere anche qualche ricordo personale perché ho inconsapevolmente intrecciato tanti avvenimenti della mia vita con Ligonchio e la sua Centrale. Ovviamente non quando era in costruzione ma da quando, nella seconda parte degli anni ‘50, era nel suo massimo fulgore. Ricordo i campeggi sul Rio Re, proprio sopra la Casa della Forestale menzionata dall’autrice. Ricordo quando ogni due giorni si scendeva a Ligonchio per comprare il pane e per avere notizie dal mondo così lontano da quella meravigliosa faggeta. Non posso dimenticare il giorno in cui, nell’urbanizzata Ligonchio, appresi l’incredibile notizia dell’affondamento dell’Andrea Doria, allora simbolo e vanto del nostro paese. Ricordo le corse col carrello dalla Presa Alta e, ancor più, i campeggi invernali nel solaio della casa del guardafili del Pradarena, privilegio di cui pochi possono aver goduto nella propria giovinezza e che, con il progressivo abbandono delle infrastrutture rese obsolete dal progresso tecnico, forse nessuno potrà mai avere. Un privilegio che era reso ancora più unico dalla fatica che si doveva affrontare nello scendere e nel salire a piedi, nella neve, fino al Pradarena. 

            Per questo motivo sento molto vicino il doloroso riferimento dell’autrice alle tante case oggi abbandonate e che difficilmente, in futuro, si potranno di nuovo riempire. Ed è tuttavia per  questa stessa ragione che ritengo il suo scritto un documento di importanza straordinaria. […]

Romano Prodi, un autore speciale.

Una giornata ricca di emozioni.