ParcoAppennino nel Mondo a Pianadetto per Appeninfest, al centro il valore del senso di comunità, laddove il rapporto uomo ambiente è elemento identitario

Un bel momento per ParcoAppennino nel Mondo ad AppeninFest, la manifestazione primaverile organizzata dall’amministrazione di Monchio delle Corti in collaborazione con gli abitanti dei borghi del comune.

Appeninfest di primavera è itinerante; quest’anno, dopo la prima edizione nel borgo di Valditacca, si è svolta, domenica 21 maggio, nella cornice di Pianadetto. Gli abitanti hanno aperto il borgo mostrando le cantine che un tempo erano tutte comunicanti tra loro, mettendo a disposizione le aie, riportando alla luce vecchie foto e oggetti ma anche luoghi dal forte valore simbolico come la stalla che, che grazie a uno stretto pertugio, poteva essere usata come rifugio durante il periodo della secondo guerra mondiale.

Due giorni passati tra laboratori, attività e momenti di condivisione che hanno messo al centro il valore del senso di comunità, in luoghi dove il rapporto uomo ambiente è elemento identitario, come dimostrato dal grande valore sociale della pecora cornigliese, eccellenza e simbolo locale.

Un’iniziativa che si coniuga quindi con i fondamenti del MAB UNESCO e con i valori di ParcoAppennino nel Mondo che ha conferito tre cittadinanze affettive a persone che con le loro attività quotidiana dimostrano la grande importanza della pastorizia per i territori locali ma anche per l’Italia intera.

Ettore Rio, il primo ad essere premiato alla presenza del sindaco Moretti di Monchio delle Corti, di Mauro Massa membro del Consiglio Direttivo del Parco, di Ilaria Lazzari vicesindaco di Monchio delle Corti originaria di Pianadetto e del primo cittadino di Corniglio Giuseppe del Sante, è un pastore che da alcuni anni alleva la pecora cornigliese, che si impegna per portare avanti questa importante attività per tutto il territorio, “un lavoro bellissimo che non può essere fatto senza passione”.

Giuseppe Chierici invece ha ricevuto a sorpresa la cittadinanza affettiva, motivata dal grande impegno che mette a disposizione dei pastori locali per passione, per amore dei propri luoghi divenendo a suo modo un “simbolo” del rapporto tra uomo e ambiente che nei luoghi del MAB UNESCO assume una grande rilevanza.

Anna Kauber è una paesaggista che nelle sue ricerche ha approfondito il ruolo della pastorizia concentrandosi in particolare sulle donne pastore. Uno studio che l’ha portata percorrere circa 18000 km in giro per l’Italia, che le ha permesso di scoprire un’altra Italia, diversa ma fondamentale, dal grande valore sociale, economico e culturale che deve essere conosciuto e condiviso per una consapevolezza storica ma anche come generatore di intraprendenze e stimoli nuovi.

Queste tre cittadinanze a loro modo si completano perché, dando voce a chi ha reso una passione legata al territorio e alla sua storia un lavoro, a chi si mette a disposizione degli altri e a chi invece testimonia l’importanza di questa passione, dimostrano quanto sia viva e importante una consapevolezza di comunità viva e proiettata nel futuro.